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I libri cult di Claudio Di Manao tutti insieme in un'unica offerta:
Figli di una Shamandura
Forse una scusa per fuggire dal mondo reale, forse un amore per il mare e le sue creature al di là di ogni futuro preconfezionato, o forse solo malati della "sindrome di Peter Pan". Tra barche, coralli e bar, i personaggi di Figli di una shamandura vivono e lavorano dimenticando la loro età anagrafica, sullo sfondo di un Egitto surreale e inedito, popolato da turisti che lo sono ancora di più, e di un mare splendido.
Un libro dedicato a quelli che "se ne sono andati" con una sacca da sub in spalla, per esplorare la propria vera vita in un posto dove splende sempre il sole, tra gaffe, situazioni assurde, rischi del mestiere, cinismo e incongruenze, ma con addosso l'innocenza di chi guarda il mondo con occhi che hanno già scartato il conosciuto, la sicurezza e il banale. Il mare e la vita brada come stile irrinunciabile per migliaia d'istruttori e guide subacquee, lungo percorsi spesso funambolici, a volte struggenti, più spesso paradossali, itinerari umani descritti brillantemente in pagine che si fanno leggere in un fiato.
Cani salati nel profondo blu
L’autore senza volerlo (o forse volendolo davvero…) ci regala l’inno a una generazione molto particolare, una generazione che ha voltato le spalle al conformismo e ai principi del “buon senso”, per la quale lo status symbol non è l’ultimo modello di macchina né il più nuovo telefonino, ma il supremo privilegio di poter andare in giro a dire “ieri ho nuotato con i martello”.
Una generazione che ha scelto di costruire una scanzonata comunità internazionale in una babele di lingue, usi, costumi, cibi, gestualità e tradizioni (il più delle volte con esilaranti risultati), tutto nel nome del potersi dichiarare intimi amici delle creature degli abissi e della barriera corallina.
Caraibi
Odisseo, Eros e Thanatos, ventesimo secolo. Il Caribe, e la sua dimensione di luogo universale di ricerca e di scoperta, più dolce del Cuore di Tenebra africano, più aspro della rassicurante razionalità di un certo pensiero europeo. Luogo del pancreas che ad antichi Caciques dalla fiera etica e a più recenti pirati dalla rigorosa amoralità sostituisce vite e storie di ruvida tela intensamente fuori dal tempo e per questo nel tempo indelebilmente impresse.
In un incrocio di improbabili ma vividissime storie di stampo marquesiano – macumbe, magie, tesori sommersi e nobili braccia di terrenissimi pescatori e contadini – arricchite dallo sguardo attonito, acuto e innamorato di un uomo profondamente europeo che dell’Europa si è lasciato alle spalle luoghi comuni, preconcetti e stili di vita confezionati alla naftalina.
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